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TOMORROWLAND ARRIVA IN ITALIA PER LA PRIMA VOLTA

Tomorrowland sbarca per la prima volta in Italia, al Parco di Monza il prossimo 28 Luglio.

Si chiama Unite For Tomorrowland, l’evento prodotto dal festival di musica dance ed elettronica più famoso al mondo, che, anche per l’edizione 2018 unirà 7 città sparse nel mondo alla location centrale che avrà sede a Boom in Belgio, nel parco di Schurre, dove la scorsa estate si sono radunate oltre 400 mila persone.

Oltre all’Italia e al Belgio, per Unite For Tomorrowland sono stati selezionati Emirati Arabi (Abu Dhabi), Libano, Malta, Messico, Spagna e Taiwan.

Unite For Tomorrowland è uno show multimediale trasmesso in live streaming in contemporanea via satellite da 7 palchi allestiti in 7 diverse location.

L’obiettivo, stando alle intenzioni dichiarate degli organizzatori, è dare all’evento quell’impatto altamente spettacolare che, anche grazie agli allestimenti tecnologici, coinvolga l’audience amplificando e rendendo avvolgente l’effetto della musica, mantenendo così inalterata la fama che ha reso celebre il marchio Tomorrowland.

Sugli schermi appositamente allestiti sul palco di Monza e delle altre città collegate sarà trasmessa in diretta la performance del main event che si svolgerà in Belgio dalle 16 fino alle 3 di notte. I nomi e la caratura dei DJ che si esibiranno dal vivo a Monza, alternandosi al live streaming belga, saranno annunciati a breve.

Nelle precedenti edizioni hanno preso parte all’evento Unite For Tomorrowland artisti di levatura internazionale, tra i quali vale la pena di ricordare Martin Garrix, Armin Van Buuren, Fedde Le Grand, David Guetta, Hardwell, Dimitri Vegas & Like Mike, Nicky Romero e Avicii.

Qui il recap del Tomorrowland Belgium 2017.

La line-up di Unite For Tomorrowland sarà annunciata soltanto nelle prossime settimane ma le pre registrazioni per accedere all’evento in programma al Parco di Monza sono aperte dal 20 febbraio.

Per acquistare i biglietti è necessario prenotarsi per accedere alle prevendite, le quali saranno ufficialmente aperte dalle 14 del 28 febbraio per 24 ore.

Tutte le info per partecipare all’evento e le modalità di pre-registrazione sono disponibili sul sito ufficiale della manifestazione.

L’organizzazione rende noto che l’evento è vietato ai minori di 18 anni.

 

 

TECHNICS SP-10R: IL NUOVO GIRADISCHI A TRAZIONE DIRETTA COSTA 8.000 EURO

Meno rumore ma più affidabilità: questo l’obiettivo del nuovo Technics SP-10R. Ma il prezzo resta proibitivo.

Successore del modello SP-10 del 1970, il Technics SP-10R è un giradischi a trazione diretta con un rapporto segnale-rumore da record.

Panasonic, durante una conferenza tenutasi a Las Vegas (CES), ha rivelato tutte le caratteristiche essenziali (dopo averlo annunciato all’IFA di Berlino) che rendono il nuovo giradischi Technics SP-10R, e l’intera casa produttrice, una garanzia nel mondo del djing.

Una trazione diretta a doppia bobina (che elimina le irregolarità del metodo della trazione a cinghia), con doppio rotore privo di nucleo e bobine di statore su entrambi i lati, fanno sì che la trazione complessiva sia a 12 perni e 18 bobine.

La forza rotante generata, non solo pilota meglio un piatto del peso di ben 7.9kg, ma rende la rotazione stabile: le oscillazioni e le vibrazioni sono ridotte al minimo.

Il peso è giustificato dalla sua composizione: uno strato di ottone spesso 10 mm laminato su alluminio pressofuso e uno strato ammortizzante in gomma. La più elevata rigidità smorza le vibrazioni indesiderate, senza per questo togliere dinamicità (ciò è reso possibile dalle bobine dello statore posizionate su entrambi i lati del rotore).

L’unità di controllo è separata dall’unità principale, ed è presente un nuovo alimentatore switching: il Technics SP-10R resiste così agli effetti dei rumori esterni, e riduce il rumore del voltaggio al minimo.

Peso, eccellenza dell’audio, e una rotazione da record: il risultato è un rapporto segnale-rumore da classifica dei primati.

Buone prestazioni e affidabilità; riduzione del rumore e perfezione del suono: queste le parole d’ordine di un marchio che ormai da 40 anni domina la scena elettronica e offre prodotti dotati di una qualità decisamente superiore, soddisfando tutte le richieste.

Technics SP-10R è interscambiale coi modelli SP-10Mk2 e SP-10Mk3. Questo consente di utilizzare la base dei giradischi, poiché la forma e la posizione delle viti è invariata.

Il prezzo, però, rimane alquanto proibitivo: chi vorrà acquistarlo dovrà sborsare 10.000 dollari, pari a circa 8.000 euro.

Se cercate qualcosa di più economico, date uno sguardo al nostro articolo sui migliori giradischi in commercio.

ECCO IL CLUB PIÙ PICCOLO DEL MONDO

Che fine fa una cabina telefonica? Diventa il club più piccolo del mondo: tra gli elementi di arredo urbano più obsoleti ma anche più romantici, l’anacronistico silos di vetro e ferro è in dismissione ormai un po’ ovunque.

Sarà anche per questo motivo che l’Amministrazione di Kingsbridge, una piccola località del Devon, ha deciso di trasformare una cabina telefonica ormai in disuso nel club più piccolo del mondo, come si legge qui.

Una soluzione originale, quella proposta dal sindaco Chris Povey, che prevede l’installazione nella caratteristica phone-box di luci stroboscopiche, una mirror ball e un impianto audio adatto a sonorizzare il minuscolo spazio che si sviluppa in verticale.

I consiglieri che hanno appoggiato l’iniziativa stanno anche considerando di decorare esternamente la cabina con delle luci al neon per attirare l’attenzione dei passanti verso questa installazione che probabilmente sarà solo temporanea.

L’idea di riqualificazione urbana a costi quasi irrisori è stata da molti bollata come una sciocchezza ma l’amministrazione difende la proposta sostenendo che porterà pubblicità alla cittadina.

Il guinness dei primati della discoteca più piccola del mondo è attualmente detenuto dal Club 28 di Rotheram, località inglese del South Yorkshire le cui dimensioni sono 6,7 metri di altezza, tre piedi di larghezza e cinque piedi di profondità.

Il locale mobile, che ha aperto a Carnevale dello scorso anno, può ospitare fino a sei avventori e un DJ, ha il personale alla porta, una pista da ballo, luci, un sistema audio professionale e due giradischi. Un’idea analoga era stata già avviata a Berlino dove qualche anno una società si inventò una cabina a gettone dove ognuno poteva vivere il proprio party su misura completo di video della performance da condividere con i propri amici.

Tuttavia il primato del Club 28 è destinato a essere frantumato in poco tempo viste le dimensioni davvero esigue della cabina di Kingsbridge che misura complessivamente 3 piedi quadrati e può ospitare al massimo uno o due clienti.

Oltre alle questioni di opportunità politica, i consiglieri del Comune di Kingsbridge stanno discutendo sulle iniziative per incoraggiare residenti e turisti a visitare la disco-cabina, la quale sarebbe localizzata in una zona sfavorevole per il passaggio; tra le possibilità ci sarebbe quella di affiancarle un punto informativo, un piccolo spazio espositivo per artisti locali, una zona alberata e magari anche una selfie-box.

Tutto sembra far presagire che il progetto andrà avanti anche se manca ancora un piccolo particolare per salvare la cabina telefonica dalla distruzione ovvero la decisione della compagnia telefonica che ne è proprietaria di procedere al definitivo distacco della linea.

La rivoluzione Facebook contro le «notizie false»

Il web là fuori è pieno di notizie false create ad arte da profittatori telematici e spioni internazionali? Di brutta gente che odia, insulta e minaccia chi la pensa diversamente? Di maniaci porcelloni che divulgano video hard rubati e bullizzano le persone spingendole al suicidio?

Passate troppo tempo a compulsare maniacalmente lo schermo del vostro smartphone? Niente paura, ci pensa Mark Zuckerberg a proteggervi dai veleni del mondo, cambiando l’algoritmo che governa il flusso delle notizie nella vostra bacheca così da renderla confortevole e sicura come il tinello di casa.

In un lungo post il creatore e amministratore delegato di Facebook ha annunciato il suo buon proposito per il 2018: prendersi cura del «benessere» dei due miliardi di utenti del sito social network. Come? Grazie al nuovo algoritmo saranno visualizzati meno articoli provenienti dalle pagine pubbliche che seguiamo, meno video o meme virali. E sarà dato spazio invece ai contenuti personali pubblicati dai nostri amici: fotografie, consigli, ma anche opinioni e sfoghi. «Vogliamo che il tempo che trascorriamo su Fb sia tempo ben speso» scrive il fondatore. Quindi basta stare lì a cliccare sui gattini. Basta diffondere notizie false e spargere odio online. Cercate la ex fidanzatina delle medie, che è meglio. «Abbiamo creato Facebook per aiutare le persone a rimanere in contatto e a essere vicini a chi ci interessa. Ecco perché abbiamo sempre messo gli amici e la famiglia al centro della nostra esperienza».

In verità Facebook è nato per beccare le ragazze più carine all’Università. Ma non perdiamoci in sottigliezze. Il vero punto è la valanga di critiche che hanno sommerso il social network per la strumentalizzazione che ne viene fatta durante le campagne elettorali, per il fatto che le bacheche diventano strumento di propalazione incontrollata di fake news e terreno di scorribanda per hacker e governi stranieri. E diciamo che l’elezione di Donald Trump e la polemica sulle ingerenze russe hanno avuto il loro peso.

Cosa ha fatto quindi, il buon Zuckerberg? Ha commissionato una ricerca ai migliori cervelli universitari in circolazione – e in California ne hanno di ottimi – e ha scoperto che «il rafforzamento delle nostre relazioni migliora il nostro benessere e la nostra felicità». Mentre «leggere passivamente articoli o guardare video – anche se sono divertenti o informativi – potrebbe non essere altrettanto valido».

Lo facciamo per il bene della comunità, dice il fondatore. Sappiamo che il traffico calerà, ma preferiamo la qualità. In verità, secondo gli esperti di marketing su Internet, la mossa servirebbe a Facebook solo ad aumentare ulteriormente la raccolta di informazioni sui suoi iscritti, da utilizzare per ottimizzare la targhettizzazione pubblicitaria.

Per noi che invece non siamo esperti di marketing su Internet, è tutto molto angosciante. Il fatto stesso che cambiando un algoritmo tu possa cambiare il flusso delle notizie ha qualcosa di inquietante. Il web doveva essere la nuova prateria della conoscenza, il luogo della scorribanda del pensiero e dell’incontro dei nuovi saperi, liberi di viaggiare facendosi beffa delle frontiere nazionali.

Sta invece diventando un recinto ristretto, dove incontrare gli sconosciuti è pericoloso, dove gli altri e le loro opinioni diverse dalla nostra fanno paura. Pieno di trabocchetti, bugie e bufale. Google ci mostra solo le ricerche in base alle nostre preferenze. E Facebook ci rinchiude in algoritmi da tinello. Già aveva modificato il sistema nel 2016, dichiarando: «Il nostro obiettivo è mostrarvi le notizie di cui vi importa di più». Si è visto quali sono stati i risultati e come è aumentato il rischio che uno si rafforzi sempre più nelle proprie convinzioni, casomai false o non accurate. Il nuovo algoritmo non farà che peggiorare la situazione.

Il mio buon proposito per il 2018 è proprio l’opposto della strategia del tinello: vorrei leggere solo cose che non condivido. In nome del famoso motto liberale: «Non sono d’accordo con quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto a dirlo». E non l’ha scritto Voltaire, per restare in tema di fake news, ma la saggista Evelyn Beatrice Hall, sua biografa.

VINILE DA RECORD: OLTRE 14 MILIONI DI ALBUM VENDUTI NEL 2017

Più di 14 milioni di album venduti nel 2017, con un incremento del 9%: vinile da record nell’anno appena trascorso, con un tuffo che ci proietta nuovamente nel passato, negli anni ’90.
Vinile da record nuovamente, perchè già da qualche anno e specialmente l’anno scorso come rilevato dalla BPI (British Phonographic Industry) le vendite nel solo Regno Unito hanno ricalcato i risultati che normalmente si ottenevano 27 anni fa e che nessuno oggi si sarebbe mai sognato.

Il dato di fatto è che per il 12° anno di fila il mercato è in crescita. In merito si è espressa Vanessa Higgins, membro del consiglio del BPI:
Una volta, scoprire nuove canzoni era possibile solo limitatamente alle radio, ora le persone sono libere di guardare ed ascoltare qualsiasi tipo di musica. Perciò ora ascoltano molta più musica nuova o diversa da quella che si ascoltava prima e la trovano principalmente attraverso lo streaming. Se la amano, escono e la cercano nel formato fisico.
La Higgins qui spiega cosa sta succedendo, non un’altra moda legata al passato, ma una manifestazione d’amore verso la musica da parte di chi la ascolta.
Il fenomeno apparentemente atipico viene confermato anche dalla compagnia di analisi Nielsen.
La statistica eseguita all’alba del nuovo anno sancisce la fetta di mercato conquistata dal vinile, che si attesta attorno al 14% nella vendita degli album fisici.

Conclude stilando la classifica dei vinili più venduti nel 2017:

1 The Beatles, Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band 72,000
2 The Beatles, Abbey Road 66,000
3 Soundtrack, Guardians of the Galaxy: Awesome Mix Vol. 1 62,000
4 Ed Sheeran, ÷ (Divide) 62,000
5 Amy Winehouse, Back to Black 58,000
6 Prince and the Revolution, Purple Rain (Soundtrack) 58,000
7 Bob Marley and The Wailers, Legend: The Best Of… 49,000
8 Pink Floyd, The Dark Side of the Moon 54,000
9 Soundtrack, La La Land 49,000
10 Michael Jackson, Thriller 49,000

 

LA SECONDA GIOVINEZZA DELLE MUSICASSETTE

Il ritorno alla ribalta delle vecchie musicassette: boom di vendite negli Stati Uniti, ma questo sembra solo essere l’inizio. Scopriamone di più…
Nel corso del tempo la musica ha trovato modo di arrivare alle persone attraverso diverse forme: quella delle musicassette pare essere ancora tra le più romantiche, soprattutto tra gli amanti degli anni ’80.

In un’epoca in cui siamo schiavi della tecnologia e in cui basta un click per acquistare un brano, sembrava esser diventata solo un’idea nostalgica quella di rispolverare le nostre vecchie collezioni di musicassette o meglio ancora vederle ancora in vendita nei negozi.
All’alba del 2018 arriva però una notizia sorprendente: secondo un Rapporto di Nielsen Music, negli U.S.A. è stato registrato un importante incremento nelle vendite di musicassette del 74%, una percentuale notevole visto che corrisponde a 129mila copie vendute.
Che questo sia solo l’inizio di quella che crediamo possa rappresentare la rinascita dell’amore per musica incisa in musicassetta?
Ad affermare quest’idea sono le recenti dichiarazioni di Steve Stepp, presidente della National Audio Company.
La National Audio Company è un’azienda statunitense produttrice di musicassette mixtape, Stepp ha dichiarato che sono tantissime le label che ogni anno scelgono la cassetta come mezzo di incisione per la musica, alcune sarebbero addirittura italiane.
Gran merito del boom di vendite delle musicassette è attribuito anche alla trovata di unire la musica vecchio stile mixtape, a quella digitale che caratterizza il presente.
Molte hit del panorama artistico odierno sono state vendute in formato musicassetta con un codice allegato per poter accedere al Download della traccia digitale, spiazzando così il mercato e nel contempo hanno lasciato provare il brivido di ascoltare musica puntando gli occhi su quel nastro che gira, anche alle generazioni più giovani.
Sempre dallo stesso rapporto arriva un’altra strana curiosità: il 43% delle vendite complessive di cassette mixtape sarebbe stato acquistato dalle carceri americane, siccome pare sia l’unico format autorizzato per l’ascolto della musica.

Il disco in vinile ha avuto una storia più profonda forse delle musicassette mixtape: riesce tuttora ad essere tra i format audio più apprezzati dalla società e a rappresentare sempre la perfezione, la musica per eccellenza.

Addio Spelacchio

I Romani sono cosi… prima si lamentano per qualcosa poi quando gli viene a mancare quel qualcosa sono Tristi.

Spelacchio ci ha rappresentato per in tutto e per tutto, ha rappresentato il difficile momento che stiamo passando, ha rappresentato la nostra insicurezza.

Ma Spelacchio non è stato qualcosa di negativo anzi forse il contrario… GURDIAMO IL BICCHIERE MEZZO PIENO… abbiamo socializzato, abbiamo riso, abbiamo tanti ricordi…

e sicuramente rimarrai nei nostri cuori

Addio Spelacchio

 

Lady Gaga e lo scatto che ha lasciato i fan a bocca aperta!

Lady Gaga ha scaldato Twitter con una foto osé, augurando buon anno ai suoi fan indossando solo il perizoma…
Lady Gaga è leggermente in ritardo con gli auguri di buon anno, ma il suo augurio non delude i fan che si sono visti comparire sulla home una foto della cantante in tutto il suo splendore, con addosso soltanto un provocante bikini.
Ad accompagnare l’immagine Lady Gaga ha cinguettato “Felice anno nuovo. Alla felicità. Salute. Amore. E alla semplicità della meravigliosa natura indimenticabile, la vita”.
Lady Gaga: lo scatto su Twitter in perizoma
Nello scatto postato su Twitter la cantante si trova in mezzo alla natura, e rivolge il proprio sguardo sognante verso l’alto mentre sfoggia con sicurezza e charme uno striminzito bikini, mettendo in mostra i suoi numerosi tatuaggi.
Lo scatto ha in poco tempo mandato in visibilio i fan di Twitter, che si sono lanciati in manifestazioni di ammirazione per l’osannata star, ormai abituati alle sue provocazioni (già lo scorso novembre aveva postato una foto senza reggiseno).

Insomma, un inizio anno augurato in maniera davvero singolare, ma che lascia ben presagire su quello che ci sarà da aspettarsi dal nuovo tour della cantante che negli ultimi mesi è stata costretta a curare il grave disturbo che la debilita da anni.
Il nuovo tour di Lady Gaga e la malattia
La cantante arriverà presto in Italia per il suo Joanne World Tour. Il 18 Gennaio il suo primo concerto si terrà al Mediolanum Forum di Assago a Milano, dopo che lo scorso settembre aveva dovuto cancellare la data per i gravi problemi di salute.
Lady Gaga è infatti affetta da tempo dalla fibromalgia, una grave malattia cronaca che le procura dolori muscolari e stanchezza, e per la quale è stata più volte costretta a rimandare o a cancellare le proprie date.
Il Joanne World Tour arriva a 10 anni precisi dall’esordio della cantante avvenuto nel 2008 con The Fame.

J-AX ED ENRICO RUGGERI: NO ALLA SIAE, SÌ A SOUNDREEF

Ecco dunque che dopo Fedez e altri nomi della musica italiana, anche J-Ax ed Enrico Ruggeri abbandonano la Siae: “La decisione è nata dopo aver incontrato i ragazzi di Soundreef, nei quali ho trovato entusiasmo e voglia di fare. Soundreef è un gruppo di persone con un volto e una voce, non un ente” ha raccontato Ruggeri spiegando la sua decisione.

La risposta della Siae non ha tardato ad arrivare. La società Italiana Autori Editori definisce “di difficile comprensione” la scelta di Ruggeri, ma afferma: “Siae era e resterà la casa degli autori e degli editori e le sue porte erano e resteranno aperte per Enrico Ruggeri e per tutti gli autori, che siano o meno di successo, famosi o sconosciuti”.

Roma emergenza rifiuti

Cassonetti strapieni dopo le feste di Natale. Si moltiplicano i roghi. E Raggi apre l’impianto che aveva promesso di tenere spento.

Una montagna di rifiuti che sorge in un vicolo del centro storico di Roma non è poi così diversa dal cumulo di spazzatura in un quartiere di periferia. È la «livella» romana, che non guarda in faccia a censo o privilegi, e maleodorante torna in questi giorni a inondare le strade della Capitale.

Arresa da tempo ai rifiuti e all’incuria, Roma è ormai sul punto di esplodere nell’ennesima crisi di Natale. I romani, che normalmente sfornano complessivamente 4500 tonnellate di rifiuti al giorno, sotto le feste hanno aumentato la loro produzione superando la soglia delle 5000 tonnellate. Numeri che già nel resto dell’anno si attestano ben al di sopra della media italiana: se un romano riversa nei cassonetti 590 chili di rifiuti all’anno, nel resto del Paese ci si ferma a 480 chili a persona. Ma dietro ai pregiudizi sul «romano zozzone» e alle criticità delle festività natalizie, c’è un sistema marcio che da anni vive in una costante emergenza. Solo così, in pochi giorni, la spazzatura può riempire gli impianti, colmare i cassonetti e, alla fine, invadere le strade.

A preoccupare, in queste ore, è soprattutto il silenzio calato sulle porte d’uscita degli impianti di trattamento dei rifiuti. I camion che portano la spazzatura lontano dalla Capitale sono da ieri notte costretti a rimanere parcheggiati, perché i luoghi di destinazione sono chiusi per le festività. Solo lunedì, quindi, potranno ripartire e restituire ossigeno ad un sistema vicino al soffocamento. «A Roma servirebbero altri impianti, per chiudere il ciclo in città senza rivolgersi all’esterno», sosteneva Stefano Bina, l’ex direttore generale dell’Ama, la malandata azienda dei rifiuti romana, «ma c’è sempre qualche comitato di quartiere che si oppone e la politica che lo asseconda».

I pochi impianti attivi, in effetti, sono di nuovo al collasso. I rifiuti arrivano a toccare il soffitto degli immensi capannoni in cui vengono stoccati e «l’aria diventa irrespirabile», si sfoga Maurizio, un lavoratore dell’Ama che con i suoi colleghi ha dato vita a “Lila”, un laboratorio per tentare di trovare soluzioni ai problemi dell’azienda. «Soprattutto, è pericoloso», dice mostrando le foto scattate negli ultimi giorni all’impianto in cui lavora. «L’escavatore ormai si arrampica su una montagna di rifiuti e arriva così in alto da urtare con il braccio della ruspa i tubi di areazione. L’altro giorno ne sono crollati due pezzi, lunghi quattro metri l’uno».

Senza un posto dove andare, i rifiuti restano in strada per giorni. E così, sempre più spesso, i cassonetti vengono dati alle fiamme. Questioni legate alla malavita, come a Ostia, o alla semplice esasperazione, come nelle periferie. Neanche il fuoco, però, riesce a risolvere il problema. «Quando bruciano, i rifiuti rilasciano sostanze tossiche e passano giorni prima che vengano rimossi», racconta un operatore Ama che chiede l’anonimato. «In teoria dovrebbero essere presi da una squadra ad hoc che li sottoponga a un trattamento di smaltimento speciale, ma costerebbe una enormità. Invece si fa finta di niente e alla fine siamo noi a dover buttare tutto in discarica».

Le soluzioni del Campidoglio, finora, sembrano tese a tamponare l’emorragia e prendere tempo. Si è acceso in questi giorni un impianto a Ostia che gli stessi Cinque stelle di Virginia Raggi giuravano avrebbero tenuto spento. Il piano di più lungo respiro dei Cinque stelle punta tutto sulla differenziata. Il progetto, però, non sembra decollare. Dal 2016 a oggi la raccolta differenziata è cresciuta al rallentatore, passando dal 41 al 44 per cento del totale. Per avere un termine di paragone: tra il 2013 e il 2014 il balzo in avanti era stato del 12%. Nei prossimi mesi il Comune intende comunque procedere a una riorganizzazione del sistema di raccolta, partendo dalla sperimentazione in due municipi. Per avviarlo saranno necessari 100 nuovi camion, ma il primo bando di gara è andato deserto.

Il parco mezzi è un’altra spina nel fianco dell’azienda. Le vetture in dotazione hanno in gran parte più di dodici anni e, anche per questo, il 50 per cento dei mezzi è fermo in officina. Un dato preoccupante se si pensa che i mezzi fermi per guasto nello stesso periodo del 2016 erano «solo» il 25 per cento. Per questo, Ama ha puntato su investimenti ambiziosi, che per ora sono solo sulla carta: 120 milioni di euro da spalmare nei prossimi anni per l’acquisto di 1400 nuovi mezzi.

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